20 dicembre 2008

io cammino di notte da solo

...fa freddo, nelle mie orecchie c'è una canzone triste che va, le auto sembrano proiettili luminosi che si muovono freneticamente avanti e indietro, la pioggia fine si infrange su di me, la gente è indifferente, quasi mi scontra, la devo scansare, sono invisibile.
Sono in un mondo parallelo forse.
Che ne so dove sono.
La musica che ho nelle orecchie si fonde con una melodia francese, suonata da una fisarmonica, una miscela quasi perfetta, la pioggia sul mio viso all'improvviso ha un sapore vagamente salmastro.
Mentre i proiettili luminosi continuano a correre.

01 ottobre 2008

bugiardi

...buongiorno sono di vodafone, le regalo 400 minuti di traffico, buongiorno sono di tim le regalo di più e aggiungo un iphone, buongiorno sono di wind, lei non lo sa ma io vorrei regalarle 1 anno di traffico gratuito, un conputer, e due cellulari......basta non ne posso più di voi? basta!!!!!! fottettevi tutti con i vostri telefonini!! non posso sopportare ogni giorno una chiamata di un fottutissimo operatore....basta!

12 giugno 2008

TUNING

Questa è una storia che parla un po' del mio lavoro.
A quale architetto non è mai capitato di tornare dopo un po' di tempo in un negozio, un appartamento, un locale o qualcos'altro che ha progettato e verselo totalmente trasformato e "personalizzato" dal suo cliente? A me è capitato l'altro giorno. Sono entrato in uno showroom di luci che avevo progettato ormai un anno fa o forse più e ho faticato non solo a riconoscerlo, ma soprattutto mi sono trattenuto dal gettare una molotov per incendiarlo!
Il progetto era già a suo tempo un po' concettuale, volevamo trasformare uno show room di luci che di solito è un insieme caotico di prodotti più o meno belli, che non appena entrati trasformano le idee chiare di qualunque persona in un altrettanto caotico stato mentale.

L'intenzione era quindi, quella di progettare uno spazio museale, che mostri i corpi illuminanti, per gradi, a seconda di quello che il visitatore/cliente sta osservando. Il tutto con sapienti e attenti giochi di luci e fotocellule che permettono un'accensione e spegnimento di intere zone.
Il tutto ambientato in un ambiente molto scuro (nero) interrotto solo dai pannelli bianchi sui quali vengono esposti i prodotti.
Non vi annoio con le lotte che ho dovuto sostenere con il cliente (molti di voi già le conoscono) per fare tutte le pareti e il pavimento neri, concludo solo dicendo che già in fase di startup, lo show room a causa di alcune scelte da parte del mio cliente sul numero e la qualità dei prodotti, non era esattamente come lo avevo in testa anche se tutto sommato era ancora molto di impatto.
Così è rimasto nella mia mente, fino all'altro giorno, quando dopo un anno l'ho rivisto così trasformato e deturpato da non cosiderarlo neppure più un mio progetto.
C'erano archietti un tempo come Adolf Loos che guidavano e in parte obbligavano i loro clienti anche nella scelta del colore delle ciabatte, io non ho questa arroganza e neppure presunzione, ma mi sarebbe piaciuto che il cliente capisse il valore di un progetto e il perchè è stato pensato in un determinato modo. Ma per questo probabilmente dovrei iniziare ad evitare di sopravvalutare alcuni clienti.

20 aprile 2008

biosfere



Adoro le stanze d’albergo.
Sono dei micromondi dove c’è tutto quello di cui hai bisogno per sopravvivere qualche giorno.
Letto, telefono, snack, bevande, televisione satellitare, internet, bagno, the e tisane.
Mi piace ogni tanto rifugiarmi in una stanza d’albergo. Potrei stare qui per giorni, senza avere bisogno del mondo che sta fuori. Mi piace uscire per fare colazione e tornare e trovare la stanza tutta bella pulita e profumata, la trapunta soffice che mi attende sul letto per un’altra giornata. Il bagno con tutti i prodotti per la doccia e la cura del corpo. Mi sembra di essere uno di quei gamberetti che vivono all’interno delle biosfere.


Globalizzazione


I Doors suonano “people are strange” mentre io sto sorseggiando un tazzone di the earl grey Tazo.
Musica d’altri tempi ma ancora molto attuale. Il the fumante mi guarda ed attende di essere bevuto, mentre sono circondato da strane persone che sembrano uscite da un libro di Edgar Allan Poe.
in questo momento Jim Morison si sta sgolando e la musica si
fa più rock e più acida, l’organo Hammond diRay Manzarek segna il ritmo, mentre qui fuori la gente va e viene di corsa alla ricerca, forse, dell’ultimo sclerato shopping.
Sono le 19.30 qui allo Starbucks di Dusseldorf, ma potrei essere in qualsiasi parte del mondo.



07 aprile 2008

...love will tear us apart

...la musica dei Nouvelle Vague mi trascina e mi trasporta come un fiume calmo, come un pezzo di corteccia, sto scorrendo verso non so quale destino, la corrente è inesorabile ma lenta, come il ritmo della bacchetta sul rullante della batteria questa musica che sto ascoltando, la luce è fioca, una stanza vuota, e la musica scorre, sto sentendo il rumore delle onde, sento i gabbiani, sono ormai vicino...ci sono i gabbiani in cielo...



30 marzo 2008

Philippe Starck cambia...

Questo è quello che ha dichiarato Philippe Starck su PSFK:

“I was a producer of materiality and I am ashamed of this fact.Everything I designed was unnecessary. I will definitely give up in two years’ time. I want to do something else, but I don’t know what yet. I want to find a new way of expressing myself …design is a dreadful form of expression…. In future there will be no more designers. The designers of the future will be the personal coach, the gym trainer, the diet consultant.”

Buona fortuna Philippe....

29 marzo 2008

Earth Hour


Questa sera siamo tuti invitati a spegnere le luci delle nostre case per compiere un’azione virtuosa nel segno del risparmio energetico, dalle 20 alle 21 (ora locale), per tagliare le proprie emissioni di gas serra, contribuendo concretamente alla lotta ai cambiamenti climatici in atto.

uno stivale bucato.

...Anche io ultimamente sono un po' stufo dell'Italia....una volta questo era il paese del sole, dell'amore, della pizza, del mandolino, il paese di poeti, santi e navigatori, il paese di grandi artisti e dei grandi scienziati.
Ora è il paese della mafia, della corruzione, della malasanità, dei politici corrotti, il paese della diossina e della pummarola inquinata, il paese della rumenta, delle città inquinate, dei treni che non vanno, dell'alitalia che ogni giorno fa un milione di euro di debiti, il paese dei vecchi che non lasciano posto ai giovani, il paese della gente che non vuole un grattacielo solo perchè gli rovina la SUA vista dalla collina, il paese delle mazzette, il paese che non sa cosa vuol dire la meritocrazia, il paese dei telefonini, il paese dove i politici sono i più pagati al mondo, il paese dove se hai un suv sei un figo, il paese degli sboroni, delle vallette, di maria de filippi e della tv spazzatura, il paese di " in lire faceva....", il paese delle tasse senza nulla in cambio, il paese dell'abusivismo edilizio e delle speculazioni, dei politici affaristi, il paese, il paese........

Mi dite perchè la classe politica ci deve fare stancare dell'Italia?
Mi dite per quale motivo dobbiamo essere succubi delle decisioni di persone corrotte?
Mi dite perchè devo andare a votare?
E soprattutto mi dite per chi votare?
Forse qualcuno di voi conosce qualche politico a cui è cara l'Italia e non solo il suo stipendio milionario.
Facciamo qualcosa, vi prego.

18 gennaio 2008

Zaha Hadid:«Sono stufa dell'Italia»

per una volta lascio che sia qualcun'altro a fare un po' di polemica.... «In Italia tutto va per le lunghe, ho decine di cantieri aperti e non riusciamo a concludere niente. Vorrei iniziare a vedere le opere non solo sulla carta». Zaha Hadid ce l'ha con l'Italia. Cinquantotto anni, irachena, regina indiscussa dell'architettura mondiale e prima donna vincitrice del Pritzker (il "nobel" dell'architettura), è a Innsbruck per l'inaugurazione della sua ultima meraviglia: il Nordkettenbahn, la funicolare pensata, progettata e realizzata in meno di due anni.
Signora Hadid, qui a Innsbruck è la sua seconda imponente opera realizzata in soli quattro anni: da noi non sono bastati neanche a trovare un accordo sul progetto Citylife per la riqualificazione della ex Fiera di Milano. Da Nord a Sud sono decine i progetti del suo studio in Italia, o forse sarebbe meglio parlare di cantieri eternamente aperti?

Da voi ogni cosa è molto lenta, bisogna essere estremamente pazienti. Ogni progetto ha una sua personale situazione di stallo. Credo dipenda dal fatto che non è successo niente per tanto tempo, per anni in Italia ci sono state solo operazioni commerciali, l'architettura non rientrava nelle questioni di interesse pubblico. Adesso, invece, c'è un revival ed è positivo che provenga dall'alto ma bisogna fare i conti con questo rodaggio lento e faticoso.
Crede in questo cambiamento?
Non lo so. Vedo tanto entusiasmo ma dalle intenzioni ai fatti il passaggio è lungo. Gli architetti devono fare un doppio lavoro. E' come se in Italia le persone avessero paura di tutto ciò che è nuovo, evitino il cambiamento, lo allontanino.
E' anche vero che lei lavora con due settori molto delicati per l'Italia, il contemporaneo e le infrastrutture: il Maxxi a Roma e la stazione dell'Alta Velocità di Afragola, a Napoli, sono progetti con una forte carica simbolica…
Chi amministra la cultura e la modernità non vuole distruggere il passato, sta solo cercando di aprirsi al nuovo. È così difficile da capire? Quella della tradizione come limite è un alibi, anzi per noi architetti è bellissimo lavorare nel vostro paese perché c'è un grande equilibrio tra quello che si dà e quello che si riceve. Riguardo al Maxxi, l'anno prossimo dovrebbe finalmente aprire ma abbiamo avuto tanti problemi, il progetto è pronto da tempo, ma siamo bloccati alla fase uno. L'insieme c'è ma purtroppo bisogna ancora accontentarsi di frammenti.
E il progetto Citylife di Milano? Lì dipende dai privati farlo davvero diventare una cosa importante: il nostro lavoro sulla ex Fiera è frutto di una mediazione e di volontà che c'entrano poco con noi. E' indiscutibile che la vecchia struttura era orribile.
Secondo lei è un caso che dopo l'arrivo in Sardegna di star dell'architettura come lei, Rem Koolhas e il duo svizzero Herzog & de Meuron, tutti coinvolti in progetti importanti come il suo Museo Betile di Cagliari, sia nato un festival dell'architettura, il Festarch?
Credo che la funzione dei grandi progetti architettonici sia proprio quella di creare movimento, fermento. Dovrebbe essere così ovunque.
Crede che in generale sia un buon momento per l'architettura?
Sì, le cose oggi vanno decisamente meglio. Si guardi intorno: l'80 per cento delle costruzioni realizzate nel dopoguerra sono brutte. Si costruiva per costruire, perché la popolazione aumentava e c'era bisogno di strutture, oppure per soldi, interessi, speculazione. Non c'era un progetto per le città , poca cura per l'armonia urbana. Non c'era un pensiero.
Qual è il paese in cui lavora meglio?
La Germania è una paese fantastico, perché lì c'è un sistema di lavori pubblici che funziona, come l'Austria. La Francia è stata un ottimo paese in cui lavorare ma ora sta vivendo una fase di immobilismo. E poi c'è la Spagna che sta attraversando una fase di grande vivacità.
Il suo è ormai un lavoro a 360 gradi, che va dall'ingegneria al design da collezione: Zaha Hadid non è più solo uno studio di architettura, ma sta diventando un brand.
L'idea arriva sempre dalla stesse fonte, la realizzazione cambia a seconda del focus, della tecnica, del progetto. Non è un'idea nuova quella di connettere architettura, arte e design, erano molto più connessi in precedenza.
Tra poco comincia il Miami/Basel, la fiera dell'arte a cui partecipano diversi suoi lavori. Che cosa pensa di questo nuovo mercato del cosiddetto art design?
Non credo che quella sia arte. E' una maniera per fare soldi, organizzare fiere, insomma un modo per creare valore commerciale. Certo è vero che le persone sono più interessate all'arte oggi e che si investe molto di più. L'arrivo del gallerista Larry Gagosian a Roma in questo periodo non è casuale.
Ma è un campo in cui "gioca" anche lei: ad esempio con l'ultimo lavoro, Dune Formations, commissionato dalla galleria d'arte londinese David Gill Galleries…
Quella non è una galleria d'arte, è una galleria finanziaria. Io apprezzo molto quello che è riuscita a creare Ambra Medda al Miami/Basel. Però non confondiamo gli affari con la creazione artistica.

fonte luxury 24

02 gennaio 2008

scopri le differenze



Nessuna, direte.
In tutte e due le foto sono raffigurati 2 banchi di ambulanti.

Invece ci sono un sacco di differenze.
Vediamole insieme.

Nella foto di sinistra potete vedere un ambulante abusivo. Non paga il suolo pubblico, non paga le tasse, non ha certificati dell'asl per l'igiene, non paga la tassa sui rifiuti e non da garananzie al consumatore in quanto un giorno c'è il giorno dopo può sparire comodamente.

Nella foto di destra invece c'è un ambulante regolare, che paga le tasse, il suolo pubblico, la licenza per il commercio, viene soggetto a controlli per l'igene ed infine può dare garanzie al consumantore in quanto è registrato nel registro delle imprese con nome e cognome.

Ma forse i nostri amministratori, le nostre forze dell'ordine, non sono molto abili nel gioco delle differenze. Forse.

mascherina....




Torino a luci spente
La Stampa - 8 ore fa
Alla fine qualcuno ha preso l’iniziativa, e il nuovo anno è stato battezzato per convenzione. Molti i delusi. «Se sapevo che questo sarebbe stato il ...
Abolita la festa di Capodanno in piazza Castello La Repubblica
Capodanno a lutto La Stampa
E' morto anche Giuseppe l'ultimo martire ThysseLa Stampa


...Sono mesi che si parla del Capo d'Anno del Design, sono mesi che si organizza, ma alla fine non si è fatto niente.
Il giorno prima del 31,infatti, è morto Giuseppe Demasi, 26 anni, l'ultimo dei sei operai feriti nell’inferno della ThyssenKrupp.
Mi spiace molto per la morte di questo giovane, sacrificato per la sua fabbrica, come mi spiace anche per gli altri 5.
L'unica cosa che mi sembra assurda è aver cancellato la festa in Piazza Castello, per commemorare la morte di questo giovane.
Si sarebbe potuto ridurre i festeggiamenti, commemorarlo durante la serata, magari insieme agli altri 5, evitare i fuochi d'artificio....
Ma il Sindaco ha "ordinato" così. Niet! niente festa.
Ma mi chiedo: dov'era il Sindaco? Dicono che fosse in Argentina. Come mai non era presente alla fiaccolata promossa dal Sermig?
Non vi sembra uno spreco aver speso per un palco, due megaschermi LED, 2 dj, i fuochi d'artificio che non si sono fatti, le spese per
la comunicazione etc..etc...? Perchè il nostro Sindaco non ha deciso dopo la morte del primo operaio, di devolvere il budget della
festa(ancora da spendere) alle famiglie delle vittime? Forse non era un gesto abbastanza plateale? forse non avrebbe conquistato
i cuori/voti della gente? Come mai?
Credo tutto ciò sia scandaloso.





SARA' UN ANNO DI LOTTA


"Lavoro, Damiano: "Obiettivo salari"
TGCOM - 1 gen 2008
Sono l'aumento delle retribuzioni e la tutela del potere d'acquisto dei lavoratori dipendenti "il prossimo obiettivo" del governo. ..."


Buon Anno a tutti....
l'anno scorso avevo previsto per me un grande anno
.
Così è stato, mi sono sposato, l'inter ha vinto lo scudetto, ho fatto tante belle cose, un bel viaggio, belle esperienze e anche il lavoro (facendomi un notevole mazzo) è andato molto bene.
E allora cosa c'è che non va?
C'è che mi sono rotto le palle.....
Mi sono rotto del politically correct, del buonismo, dei papaboys, del tollerare, del lasciar passare, dei luoghi comuni, dei falsi amici, dell'incoerenza, della televisione, della politica, dei politicanti, della destra, della sinistra....
Ho deciso che il blog quest'anno ospiterà post più duri, più obbiettivi.
Come mai?
Beh, dopo un anno che mi faccio il culo, lavorando una media di 50 ore settimanali, svariate notti, sabati e domeniche, il 48 per cento dei miei introiti lordi se ne è andato in tasse e il 20 per cento in costi che ho dovuto sostenere per lavorare (affitto dello studio, computer, stipendi, luce, internet, telefoni, etc..).
Quindi dopo rapidi calcoli, in 12 mesi di dure fatiche nei quali ho rischiato in prima persona, mi sono assunto un sacco di responsabilità, ho creato posti di lavoro, ho movimentato nel mio piccolo la macchina economica, ho fatto da banca ai miei clienti che non pagavano, ho regalato dei soldi ai clienti che non hanno pagato....etc...etc... alla fine di tutto ho guadagnato come un operaio, e senza nulla togliere all'operaio ma almeno lui ha la tredicesima, la malattia e le ferie pagate.
Eppure leggo i giornali, e i buffoni dei nostri governanti, parlano di aumento dei salari,
dei lavoratori dipendenti, di scioperi, di Alitalia, di treni che non vanno avanti, di aumenti, di gas, di petrolio, di inquinamento, ma nessuno si occupa mai di pensare ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti, nessuno si degna di immaginare come possano vivere, nessuno pensa ad incentivare in modo serio dei giovani che aprono un impresa. Solo burocrazia, soldi da spendere per tutto, perdite di tempo (considerando che a noi il tempo non lo paga nessuno se lo perdiamo).
Insomma mi sono rotto, e ho deciso di dichiarare guerra a tutti. Dopotutto vivo ancora in un paese dove è in vigore la libera espressione no?






31 dicembre 2007

1917 - 2007

Ettore Sottsass, anche lui se ne è andato.
Dopo Munari, Castiglioni, Magistretti, se n'è andato un'altro tra i più grandi esponenti del design. E ora chi rimane in quest'Italia?

05 dicembre 2007

grattacieli???

Sto facendo il mestiere dell'architetto da un po' di anni, mi sono scontrato e tutt'ora mi scontro con la mentalità della maggior parte della gente, che come ho già detto più volte non conosce quasi per niente la materia e vede l'architettura contemporanea con diffidenza. Credo che nessuno davanti ad un'opera di Juvarra o di Brunelleschi si sia mai permesso di dire che è brutta o che non si inserisce nel paesaggio, molte persone invece, di fronte ad un'opera contemporanea di qualsiasi architetto essa sia, si permette di farlo. Ebbene, l'architettura contemporanea ha questo immenso vantaggio, può essere criticata, come credo un tempo facessero dei loro contemporanei, ma dev'essere criticata in modo critico appunto, quindi preparata e attenta, la critica infatti fine a se stessa non porta a nulla ma una critica costruttiva può migliorare e implementare qualcosa. Basterebbe poco, basterebbero più mostre come quella di Torino sul grattacelo per la spina, mostra che forse probabilmente è stata vista solo dagli addetti ai lavori ma se anche solo una persona non lo fosse stato sarebbe sicuramente una persona che dal giorno dopo capirà qualcosa di più di quella strana cosa che è l'architettura.


21 novembre 2007

NYC Maraton

mi sembra ancora di sentire quelle urla....go Lucy goooooooo!!!, go Mario gooooooooooooo, go!!!! Mary goooooooo!!!, urla per incitare, urla per farti ritrovare anche l'ultima delle energie nascosta nella parte più recondita del corpo....migliaia e migliaia di persone, che correvano camminavano, a volte zoppicavano, ma tutti, anche l'ultimissimo, per ogni singolo centimetro dei sui 42 km aveva almeno un tifoso improvvisato tutto per se......non importava quanto fossi bravo, importava quello che stavi facendo, importava l'impegno che ci stavi mettendo, importava che ce la stavi mettendo tutta per finirla quella benedetta maratona! E' per questo che la gente ti incitava, ti urlava, quasi ti spingeva verso il traguardo come fossi il più grande maratoneta di tutti i tempi!! e questo dovrebbe fare riflettere.....







24 settembre 2007

le cose cambiano - 2

circa 12 anni fa esistevano i "Frères de la côte"...erano 4 ragazzi che compievano scorribande in costa azzurra, da Mentone a Nizza, ma il loro territorio preferito era Montecarlo, il Jimmi'z d'inverno e il Paradize d'estate, dove spesso gli capitava di ballare al fianco di importanti star come Bono degli U2, Naomi Campbell o Claudia Schiffer.
Entravano a scrocco i Frères, rigorosamente facendo presumere di conoscere un pezzo grosso, di cui avevano sentito solamente il nome la sera prima in coda all'ingresso del locale....e poi una volta dentro si muovevano abilmente tra i tavoli cercando di evitare i camerieri che li avrebbero obbligati a consumare una bevanda all'equivalente di 40.000 lire di un tempo...Riuscivano sempre a farla franca i Frères, magari servendosi di un bicchiere vuoto raccolto su un tavolo e tenendolo in mano facendo finta di aver già consumato, o addirittura imposessandosi direttamente di una bottiglia da dietro il bancone....piccoli espedienti insomma....e i Frères passarono così anni e anni di puro divertimento, momenti da ricordare e da poter raccontare ad amici e magari un giorno ai propri pargoli....
I Frères seminavano il panico poi al ritorno di Montecarlo, compiendo viaggi a mirabolanti velocità, collezionando negli anni anche numerosi incidenti automobilistici, per fortuna tutti più o meno senza danni fisici....
L'avventura dei Frères, finisce un giorno circa 7 anni fa, quando, più o meno per tutti e 4 inizia la vita...quella dei grandi per intenderci...quella fatta di problemi, di esigenze, di lavoro e di tutte quelle cose che non vanno troppo d'accordo con intere notti di eccessi....
I Frères, si sono riuniti sabato scorso...per il mio addio al celibato (per chi non lo sapesse ancora mi sposo...) una reunion tipo quelle delle grandi rock band, grandi attese, grandi progetti, ore e ore a pianificare, cosa fare e dove andare, ma alla fine come tutte le grandi rock band che si riuniscono dopo anni...c'è stata un po' di delusione, il cantante ha perso la voce, il chitarrista non e riuscito a fare quei lunghi assoli, il batterista non ha tienunto il ritmo e il bassista era giù di tono....le canzoni sono sempre le stesse, interpretate allo stesso identico modo, sono cambiati solo i problemi, gli acciacchi, i guai fisici dovuti agli eccessi di un tempo, facevano un po' tenerezza i Frerès sabato sera, non credo che ci saranno altre reunion, non così almeno...preferiamo continuare a ricordare.....

14 maggio 2007

le cose cambiano

eccomi qui dopo un po' , finalmente sono riuscito a trovare 10 minuti della mia vita per scrivere un post....


....a volte mi capita di passeggiare per il centro, di fare il turista in torino, e passeggio, passeggio, su e giù per la città e gironzolando solitamente entro in quei 3 o 4 negozi, sempre gli stessi, da tanti anni.
Ultimamente però, mi stanno rimescolando un po' le carte, alcuni negozi cambiano, altri arrivano, altri se ne vanno. Sabato, passo davanti a quella che una volta si chiamava libreria della stampa, forse era anche la Feltrinelli o forse no. Beh, quella libreria era stata progettata da Gabetti e Isola, architetti che di solito non sopporto,(o forse odio di più i suoi emuli, ma questo è un'altra storia) ma in quel caso avevano cercato di fare qualcosa di diverso dal loro solito modo di fare architettura e devo dire che c'erano riusciti anche abbastanza bene. Ma la peculiarità di quel posto era che al suo interno aveva una delle più rifornite edicole di tutta la città. Si potevano trovare riviste di ogni genere, divise per argomenti, e anche la sezione di architettura, di grafica e di informatica non era niente male.
Sabato invece della vecchia libreria ho trovato un orrore! Una libreria nuovissima uguale a mille altre, piena di laminato effetto legno per terra, tutta colorini assurdi, con i divanetti in mezzo, molto simile a quella della mondadori o a mille altre, insomma un orrore! E cigliegina sulla torta riuscita male, sono sparite tutte le riviste!!
Che dire, per me ora c'è un negozio in meno da visitare durante le mie passeggiate per il centro.

26 marzo 2007

prime immagini

Vi ricordate il mio appello?
Bene sono arrivate le prime immagini di Delgiu. Direi che ha colto in pieno l'obiettivo. Bravo Davide!!
Aspetto altre immagini! Forza, facciamo vedere come potrebbe essere Torino con interventi contemporanei!!!

A presto!